Castrovillari Hotel - Guida Turistica

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.: DA VEDERE
IL PROTOCONVENTO FRANCESCANO
  Il nome deriva dall'essere stato il più antico convento francescano della Regione, fondato nel 1220 da Pietro Catin della marca di S. Andrea, discepolo del Santo Poverello, inviato in Calabria dopo il capitolo detto "delle stuoie", avvenuto ad Assisi nel 1217. Appena superata la soglia, lo sguardo viene attratto da una selva di pilastri che, in fila di quattro, dividono i due chiostri, identici tra loro ma risalenti ad epoche diverse. Il più interno, affiancato dalla chiesa, della quale sopravvive parzialmente il solo campanile, risale alla Il metà del XVI secolo, mentre l'altro è stato terminato nel terzo decennio del '700. Nulla rimane dell'originaria fondazione, che doveva apparire come tutti i claustri francescani piccola e modesta, ma di grande forza spirituale visto che da essa uscirono nel 1227 sette frati, tre dei quali castrovillaresi, diretti a Ceuta, in Marocco, dove raccolsero la palma del martirio che permise loro di ascendere agli onori degli altari nel 1510.
IL CASTELLO ARAGONESE
  Il maniero, completato su una più antica costruzione, da Ferrante d'Aragona verso la fine del Quattrocento, ha un corpo quadrangolare con quattro torri, di cui una dodecaedra, la più grande delle quali funge da mastio ed è coronata da una serie di archetti pensili a sesto acuto. Il disegno costruttivo sembra si debba al senese Francesco di Giorgio Martini, attivo alla corte aragonese di Napoli in quel periodo. Interessante è la tabella in marmo con due putti che affiancano lo stemma degli Aragona e sotto al quale è la scritta dedicatoria. L'iscrizione spiega chiaramente come il castello sia stato costruito non per proteggere gli abitanti ma per tenerli a freno.
LA CHIESA DI SAN GIULIANO
  Il tempio risulta essere un rifacimento barocco di una più piccola chiesa costruita dai Normanni tra l'XI e il XII secolo. Il possente campanile, che fungeva anche da torre di guardia, risale al XIII secolo. Sulla facciata austera si mostra il bel portale dalle eleganti colonnine binate, in pietra, datato 1568. L'interno è diviso in tre navate ricoperte a volta; in quella centrale, ricostruita dopo l'incendio del 1789, in sostituzione del soffitto ligneo a cassettoni del 1640, campeggia l'affresco dell'incoronazione della Vergine di ignoto autore del 1801. Nella navata sinistra incontriamo per prima la Cappella Dolcetti, ornata dal fastoso altare dei Gesuiti, in noce intagliato e scolpito, col baldacchino sorretto da colonne tortili sovrastante una preziosa statua del Crocifisso, dovuta ad un manierista napoletano del tardo '500. Di seguito è la Cappella del Carmine con altare in finto marmo del 1827. Nel pavimento sono incastrate le lapidi tombali delle famiglie Cappelli e Caterini. In fondo alla navata è posta la statua di S. Giuliano, scolpita nella quercia da Giovan Pietro Cerchiaro nel 1684.
SANTUARIO MADONNA DEL CASTELLO
  Luogo di culto per eccellenza, nato su un sostrato forse romano. Davanti alla immagine della Madonna si è raccolto in preghiera perfino l'Imperatore Carlo V al ritorno dall'impresa di Tunisi contro i turchi nel novembre del 1535; facendo il suo ingresso solenne nel santuario rimase affascinato dalla Vergine, tanto che, in seguito, da Napoli, nel diploma col quale conferiva il titolo di Città a Castrovillari, dispose che ogni personaggio giunto in questo luogo dovesse fare solenne entrata nell'antico tempio mariano. La costruzione della chiesa risale - come per S. Giuliano - al periodo normanno e una pia leggenda racconta che Ruggero Borsa, duca di Puglia, volendo costruire un castello che rendesse più sicuro l'abitato, iniziò le opere murarie che, costruite durante il giorno, venivano atterrate, misteriosamente, durante la notte. Il duca diede ordine di scavare in profondità, per accertare le cause di questi fenomeni. Cosa che gli operai fecero rinvenendo un pezzo di muro con dipinta l'effige di Maria. Il vescovo di Cassano, Sasso, ottenne che al posto del castello sorgesse una chiesa, dedicando al culto della Madonna quel luogo.
IL MUSEO
  Destinato ad essere trasferito, insieme alla Pinacoteca "Alfano" al Protoconvento, custodisce una ricca collezione di reperti archeologici raccolti nell'ultimo cinquantennio da studiosi e appassionati locali. Nella prima sala, all'ingresso, sono visibili dei frammenti di gesso di arte arabo-normanna, provenienti dal Santuario della Madonna del Castello. Nella seconda sala è esposto il vasellame ad impasto e i bronzi provenienti dalla necropoli di "Bello Luco" (prima età del ferro, VIII sec. a.C.); i frammenti di coppe ioniche da S. Maria del Castello (VI sec. a.C.); il vasellame a vernice nera in cui spicca un grande cratere proveniente da Laino (IV sec. a.C.); infine gli oggetti ritrovati fra i ruderi della villa rustica di Camerelle (dal I secolo a.C. all'Età Imperiale) e gli oggetti di epoca barbarica (VII - VIII sec. d.C.). Nella terza sala, oltre a uno scheletro di guerriero con corredo funebre, sono esposti i reperti donati dal Marchese Gallo tra cui un paio di orecchini romani in argento e l'interessante "Falera equina" del XV secolo appartenuta al corteo nuziale di Margherita di Savoia andata sposa nel 1434, in Cosenza, a Luigi III d'Anjou. Preme, peraltro, sottolineare che non è tanto per la rilevanza dei singoli oggetti che la collezione merita attenzione, quanto perchè, nel complesso, documenta e quindi consente di ricostruire le vicende storiche verificatesi in questa parte della Calabria dalla comparsa dell'uomo all'età medioevale. In fondo a Corso Garibaldi, dopo aver lasciato a sinistra la graziosa chiesetta delle Grazie - con il pregevole portale in stile rinascimento e l'orologio maiolicato del tardo '700, nonchè la quattrocentesca cappella di S. Maria della Valle o di S. Rocco, che conserva tra l'altro un bel quadro di Genesio Galtieri - la mole del settecentesco Palazzo Cappelli, ornata di eleganti ferri battuti, chiude, come una quinta teatrale, la parte nuova della città. Inoltrandoci nella strada a destra di Palazzo Cappelli, dopo aver toccato l'"Ospedale dei Poveri" (sec. XV) - sede del ricco Archivio di Stato - la chiesa di S. Maria di Costantinopoli o di S.Giuseppe, che conserva un interessante affresco della Madonna (sec. XVI) e la fontana con i caratteristici mascheroni in pietra, si entra nella "Civita" e in Piazza Castello dominata appunto dal Castello aragonese.